THEE STP interview

L’occasione è ghiotta Thee STP e Small Jackets suonano insieme e uno dei motivi che mi porteranno al loro concerto è il fatto che dopo un silenzio lungo cinque anni uno dei gruppi storici italiani torna a esibirsi, ad “ALZARE LA VOCE”. Questa band è stata e sarà un punto di riferimento per una nuova generazione di rockers incalliti, per tutti quelli che hanno ancora voglia di confrontarsi con il punk rock ruvido e stradaiolo. Incontro il Metius, ugola e leader incontrastato del combo, prima del concerto, intento a fare il soundcheck, tranquillo, rilassato e contento perché sta per fare una delle cose che gli piacciono di più: S.U.O.N.A.R.E…bene, iniziamo pure a discuterne con il diretto interessato.

SD: Cinque anni fa usciva ‘Paradise And Saints’, come mai tutto questo tempo di silenzio?
STP: Da ‘Paradise And Saints’ sono trascorsi cinque anni perché per prima ragione gli STP non sono una band che decide di fare un disco all’anno, noi incidiamo un disco quando sentiamo che le canzoni ci sono, quando sentiamo che le canzoni che stiamo scrivendo sono fighe, quando c’è buon feeling nell’aria; la seconda ragione per cui abbiamo aspettato cosi tanto tempo è che dopo un paio di anni da quel disco, Steve America membro fondatore degli STP ha deciso di andare avanti facendo un’altra carriera, quindi lasciando la band…dal quel momento li abbiamo speso moltissime energie per scrivere le canzoni e per trovare un altro chitarrista. Oggi finalmente abbiamo trovato la persona giusta si chiama Bylli e stasera suonerà con noi, con lui abbiamo fatto le parti di chitarra del nuovo disco che uscirà in autunno per la Go Down Records.
SD: Quando è uscito ‘Paradise And Saints’ vedendovi dal vivo si notava che eravate molto carichi e convinti del release, siete rimasti poi soddisfatti da quello che poi è stato il responso del pubblico?
STP: In effetti ci è piaciuto molto, ci ha impegnato tantissimo tempo, abbiamo fatto una grandissima preproduzione, facendo uno sforzo notevole per registrarlo e siamo molto contenti di quello che poi è stato il risultato finale, abbiamo avuto un’ottima risposta da parte del pubblico, ma è anche inutile nasconderci dietro ad un dito ci sarebbe piaciuto diventare un pochino un po’ più “pesanti” a livello nazionale…ma però in tutta onestà ‘Paradise And Saints’ ci è servito tantissimo per far uscire fuori la sostanza dei STP. Noi dopo quel full lenght abbiamo guadagnato tantissimo rispetto da parte degli altri musicisti, da parte dei promoter e soprattutto da parte del pubblico che lo ha accolto con entusiasmo, nonostante il nostro primo disco si uscito nel ’97 pensa che le canzoni più cantate sono proprio queste ultime.

SD: In effetti riascoltandolo in questi giorni l’ho trovato ancora meglio rispetto a quando era uscito.
STP: Per il nuovo lp abbiamo deciso di non confrontarci con questo però, quel disco a livello compositivo ha richiesto un impegno che non potevamo più ripetere: avevamo affittato la sala prove per una settimana preproduzione di un mese, per il nuovo disco ci siamo messi al lavoro cancellando tutto e decidendo di partire da zero, anche perché abbiamo un nuovo chitarrista e quindi abbiamo fatto un disco con modalità più punk rock, più immediato, i refrain sono più immediati, più naturali meno elaborati e questo ha sia i lati positivi che quelli negativi nei confronti di ‘Paradise And Saints’ dove ogni canzone è stata rivoltata più volte. Siamo un po’ ritornati all’idea degli STP più gruppo punk rock inteso nel senso ampio del termine, vedremo se tu tutto questo piacerà ai nostri fans.
SD: In questi ultimi cinque anni avete continuato ad esibirvi dal vivo?
STP: Abbiamo suonato tantissimo, abbiamo suonato diversi tour europei.

SD: Voi siete un gruppo che ha più di dieci anni di storia e che ha sempre cercato di portare avanti un certo tipo di discorso musicale, come vedete la scena italiana cambiata in meglio o in peggio in questo periodo, perché a me sembra che non si evolva mai, soprattutto a livello di pubblico, continua ad essere sempre e solo una nicchia per pochi appassionati.
STP: Io la vedo migliorata, sono cambiate tante cose dai tempi che abbiamo iniziato a suonare, sono totalmente oneste nel dirti che le cose potrebbero prendere una piega migliore ma sono già migliorate tantissimo dall’inizio.
SD: A livello di venues?
STP: A livello di locali, c’è più organizzazione, più impegno da parte dei promoter e anche per quanto riguarda il pubblico io la vedo in positivo.

SD: Mi stai dicendo che c’è una maggiora affluenza di pubblico?
STP: Maggiore affluenza ma anche pubblico più interessato e anche gli organizzatori più competenti, noi quando abbiamo iniziato suonavamo solo nei centri sociali non c’era la possibilità per una punk rock band di uscire a suonare fuori dai centri sociali, oggi vediamo punk rock band italiane aprire per i Bad Religion, suonare davanti a tanta gente, noi stessi vediamo tanta gente ai nostri show, io la vedo in positivo, certo bisogna avere la volontà di non mollare.
SD: Ho l’impressione che di fronte all’impegno profuso da parte dei gruppi e dei gestori di locali non sempre la risposta del pubblico sia buona?
STP: Bisogna guadagnarselo, noi STP quando vediamo che tutto è organizzato bene e il pubblico si diverte e che non vengono chiesti esborsi enormi per entrare e la birra costa il giusto, siamo contenti.

SD: Prima mi hai detto che avete suonato all’estero e come è stata la risposta al vostro sound?
STP: Ottima,devo dire che siamo stati privilegiati perché abbiamo sempre fatto tour con nomi grossi.
SD: Dicevi che l’album che verrà sarà più punk rock rispetto al precedente vi è venuto spontaneo con l’innesto del nuovo chitarrista?
STP: E’ più in discorso di attitudine che in senso strettamente musicale, ci sono pezzi più punk, altri più pop alla nostra maniera, pezzi lenti, sarà un disco molto in “your face”.

SD: E’ stato prodotto in Italia?
STP: Certo, lo abbiamo registrato vicino a Novara ed è stato prodotto da Olly (Shandon, The Fire), lo stiamo ultimando…ma è un grande disco rock.
SD: Milano era considerata il riferimento del rock in Italia è ancora cosi?
STP: Milano è una città morta, adesso le cose fighe succedono in provincia, Milano non è più il punto di riferimento per niente…

SD: Ricordo che avete fatto una tournee insieme ai Nashville Pussy, loro come sono?
STP: Degli ”esagerati”.
SD: Avete già organizzato delle date per l’uscita del nuovo album?
STP: In autunno e inverno faremmo un tour promozionale a supporto…
SD: Uscirà anche in vinile vero?
STP: Speriamo proprio di si, siamo in contatto con l’etichetta. Amiamo questo di tipo di formato…che tra l’altro sta ritornando molto in voga in USA.
SD: Tu cosa ne pensi del ritorno d’interesse che c’è verso il vinile?
STP: Positivo, io ascolto solo vinile, ho il massimo rispetto per la musica, ti deve prendere attenzione, non come il cd che lo metti e poi fai quello che vuoi, con il vinile ti devi alzare, cambiare lato, io sono al 100% vinile compresi i 7”.

SD: Siete belli pronti, motivati e convinti di andare ancora avanti?
STP: NON ABBIAMO NIENTE DA FARE DI MEGLIO, facciamo tutti lavori che ci permettono di conciliare il fatto di suonare e andare in tour quando vogliamo, e se non è un vantaggio da sfruttare questo…dimmelo tu…
SD: Ultima domanda perché avete intitolato il disco che verrà ‘Success Through Propaganda’?
STP: Il titolo gioca, come già successe con ‘Sin Temptation & Pain’, sull’acronimo STP: ‘Success Through Propaganda’… ironia pura: quinto album, 16 anni di vita, 2.000 concerti, mai nessun segno di successo. In questo mondo vince veramente solo chi si può permettere di investire in propaganda. La faccio più seria di quello che è, in verità… Più che altro, questo titolo ci suonava bene eheehe.

(Txt X-Man; Pics Rigablood)
Thee STP I Myspace
www.theestp.net