SHAI HULUD INTERVIEW
Uno dei gruppi tra i più duraturi nella storia dell’hc e con un enorme quantità di cambi di membri, a cui probabilmente è già stato chiesto tutto o quasi e che ha addirittura una pagina su wikipedia con le domande da NON fare. In qualche modo siamo riusciti ad intercettarli durante il loro ultimo tour europeo, e cercando di evitare per quanto possibile le classiche domande da mag abbiamo discusso con Matthew Fox, membro originario della band e intorno al quale ruota il tutto l’asse Shai Hulud:
SD: Da quanto tempo è che suoni con gli Shai Hulud?
MF: Suono con gli Shai Hulud incredibilmente dal 1995, sono molti anni…15 anni giusto? Non riesco a crederci nemmeno io..
SD: Perchè tutti questi cambiamenti repentini di formazione? Avete avuto molti cantanti se non sbaglio…
MF: Si abbiamo cambiato cantante un’infinità di volte devo dire. Potrei raccontarti la storia di ogni cantante e dirti i motivi per cui non ha funzionato con uno o con l’altro, ma dirò soltanto che le persone hanno la propria testa. Se solo pensi alle relazioni d’amore, tra un uomo e una donna per esempio, nonostante siano solo due persone a volte diventa molto difficile andare avanti, figurarsi quando in ballo ce ne sono cinque di personalità diverse. Andare d’accordo diventa ancora più complesso. Non abbiamo cambiato soltanto cantante, abbiamo cambiato batterista, chitarristi…gli unici due membri che hanno resistito siamo io e il bassista Matt Fletcher anche se in questo tour non è con noi perchè è tornato a scuola. E’ difficile trovare persone con cui andare davvero d’accordo in condizioni precarie come quelle a cui siamo sottoposti come band; locali fumosi e dove si muore di caldo, pochissimi soldi, show terribili (non è il caso di stasera dove per fortuna sia il posto che lo show sono stati magnifici-Freemosh Team). A queste condizioni è un attimo che gli screzi vengano a galla e che qualcuno se ne tiri fuori. Niente drammi, niente storie terribili, è soltanto che capita a volte. E’ frustrante perchè i fan che vengono ai concerti vorrebbero vedere gli stessi membri sempre, io per primo lo vorrei…ci abbiamo provato ma a volte per quanto ti sforzi non funziona e devi rendertene conto. Tutti abbiamo avuto delle fidanzate a cui tenevamo moltissimo ma con cui non si poteva andare avanti…in questi casi purtroppo non conta quanto tu ami una persona…bisogna arrendersi all’evidenza.
SD: Se potessi scegliere la perfetta line up per la band quale sarebbe?
MF: Nessuno me l’aveva chiesto…Ovviamente io perchè vorrei essere nella band…come altro chitarrista vorrei James Hetfield dei Metallica, alla batteria Bill Stevenson dei Descendents, come bassista (anche se sono molto contento di Matt Fletcher) se parliamo di superstar farei resuscitare Cliff Burton e alla voce…è molto difficile…beh,direi l’H.R. dei Bad Brains del 1981 che è il master, il migliore (sicuramente non ha visto la sua recente imbarazzante performance qui in Italia, ndr)
SD: Il vostro sound sta diventando sempre più simile a quello del tuo side project Zombie Apocalypse, come mai?
MF: Non è una decisione consapevole. Sono io che scrivo la maggior parte dei pezzi sia per gli Shai Hulud che per gli Zombie Apocalypse quindi non è difficile capire che non si discostino molto tra loro come impostazione…entrambi i gruppi sono influenzati dal mio cuore e dalla mia mente, ovvero dal mio stile. Alla fine non ci interessa molto avere due gruppi con due stili completamente diversi. Tutto quello che scriviamo per gli Shai Hulud che può suonare molto come gli Zombie Apocalypse la teniamo per gli Shai Hulud e viceversa.
SD: Parlando invece degli Zombie Apocalypse quali sono i vostri progetti?
MF: Ci sono un sacco di cose nella nostra testa che vorremmo fare ma non le abbiamo mai fatte e non abbiamo mai avuto l’occasione di farle. Avremmo anche un altro progetto di cui parliamo tra noi da tantissimo tempo, ma non lo abbiamo mai realizzato. Nonostante siano due anni che siamo praticamente fermi con gli Zombie Apocalypse abbiamo intenzione di registrare un album quest’anno…speriamo davvero tanto…
SD: Ora che avete questo deal con la Metal Blade, riuscite finalmente a vivere di musica?
MF: Decisamente no…anzi posso affermare di essere senza un soldo come mai nella vita…sono vecchio ormai, e non avere una stabilità economica è abbastanza spaventoso. Ho sempre voluto fare due cose nella mia vita, o musica o teatro…non mi son mai riuscito a vedere come un impiegato, con un lavoro di quelli in giacca e cravatta, quindi ho fatto tutto il possibile per fare si che la musica e gli Shai Hulud fossero la mia prima priorità e la seconda fosse avere dei rientri economici anche, ma devo dire che essere sotto Metal Blade Records non ci è stato d’aiuto come speravamo ahimè.
SD: Qual è la tua visione sulla misantropia come stato mentale?
MF: Bella domanda, e anche questa non me l’aveva mai fatta nessuno…Per quel che riguarda la misantropia come stato mentale la capisco…a volte vorrei non provarla e non sentirla, ma succede.
Non mi capita quando sono sul palco o quando mi sto relazionando con le persone, ma spesso capita che mi senta lontano dalla gente, mi sembra di non capirli e che loro non capiranno mai me. Non mi definirei un vero misantropo perchè nessuno vorrebbe esserlo fino in fondo. Le persone sono molto difficili, spesso hanno visioni distorte delle cose e non le capiscono e questo è frustrante e se continui a scontrarti con questo lato della gente volta per volta inizi a stancarti e ad isolarti e a non sopportare più nessuno. Ancora una volta ribadisco che capisco il concetto di misantropia ma è una cosa che cerco di combattere perchè non voglio odiare nessuno, ma a volte capita ed è inevitabile.
(Txt & Pics Martina Lavarda)




























































































































































