Olde York interview

Posted by Salad Days On January - 20 - 2010

OLDE YORK

Gli Olde York sono una giovane band che arriva dalle stesse strade di New York City che hanno reso famosi gruppi come Agnostic Front, Warzone e Sick Of It All. Durante il loro ultimo ‘Empire State Tour 2010’, abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchere con Ted e Blake, rispettivamente voce e chitarra degli Olde York! Se siete dei fan dell’hardcore vecchia scuola “Made In NYC” vi troverete sicuramente d’accordo con lo spirito che anima questi ragazzi…let’s go!

SD: Ciao ragazzi,potete raccontare ai nostri lettori innanzitutto com’è cominciata la vostra avventura come gruppo?

OY: Io e Blake ci ritrovammo in questa sorta di karaoke punk dove andiamo di solito.
Io stavo facendo una festa e abbiamo iniziato a fare una jam e ci siamo detti “hey, dovremmo formare una band!” Dopo questa decisione son dovuti passare un paio di anni perchè ci assestassimo come band, abbiamo fatto molti cambiamenti. Stavamo cercando un batterista e poi ci siamo ricordati improvvisamente che il fratello di Blake suona la batteria!

SD: Ora siete in tour in giro per l’Europa…come sta andando? Se doveste fare una sorta di classifica quale paese direste essere il più aperto mentalmente verso l’arte e la musica in generale?

OY:Tutti i paesi sono abbastanza aperti mentalmente…e finora ci siamo divertiti ovunque. Finora siamo stati solo in tre stati e l’Italia è il quarto ma qui non è come negli USA. Mi sembrano tutti molto più aperti anche ai diversi stili di musica per esempio.

SD: Avete pubblicato il vostro album “Empire State” per la Countdown Records. Come avete conosciuto Luca?

OY: Lascio parlare Blake perchè è lui il fautore di tutto.
Blake: Io ero nella band No More Fear e Luca ci conosceva e ci invitò a venire a Vicenza e ad uscire con lui e tutti quelli che conosco qui ora.

SD: Chi ha fatto l’artwork per l’album?

O.Y.(Blake): Mio fratello!

SD: E per quanto riguarda la copertina? L’atmosfera che ispira mi ricorda un sacco il film ‘The Warriors’

OY: A dirla tutta la copertina l’ha fatta un ragazzo di qui proprio. Wais!
Mio fratello ha poi messo tutto insieme e Ted invece si è occupato della registrazione mentre io ho girato il video. Abbiamo fatto tutto DIY dall’inizio alla fine…

SD: Se doveste fare una scelta quali nominereste come le band più influenti per voi e per il vostro sound?

OY: Tutti noi abbiamo differenti gusti in fatto di musica e differenze influenze, ma quelle comuni che possiamo nominare sono Sick Of It All, Agnostic Front, Murphy’s Law

SD: La canzone ‘Talkin Smack’ vede la partecipazione di Eddie Sutton, il cantante dei Leeway. Come siete giunti a questa collaborazione?

OY: E’ sempre per merito di Blake, gli piace parlare con la gente.
Blake: Sono stato nella scena hardcore di NY per molti anni e ci siamo conosciuti vedendoci agli show così gli ho chiesto se voleva fare la guest star nel nostro album e lui mi ha detto ”certo, per te qualsiasi cosa!”

SD: E per quanto riguarda ‘False Idols’? Penso che il messaggio che volete dare sia abbastanza chiaro ma potete rispiegarlo per chi non conosce questa canzone?

OY: Si parla in pratica della religione, del fatto che le persone si ostinino a credere in qualcosa di superiore che sia pronto ad aiutarli dandogli le risposte quando invece dovresti guardare più dentro di te per trovarle, non aspettare che ti arrivino dal cielo perché se non le trovi dentro di te nient’altro la fuori ti aiuterà.

SD: In un’altra delle vostre canzoni dite che continuate a credere che una scena unita sia possibile. Com’è la situazione da voi? Cosa pensate che dovrebbero fare le band per esempio.

OY: Quando ho iniziato ad andare agli show (sono un po’ più vecchio di tutti loro) non c’era tutta questa distinzione tra band. Andavi ad un concerto e c’erano insieme band punk, hardcore, ska…di tutto e tutto era punk, l’importante era fare qualsiasi cosa venisse in mente. Era interessante e divertente, ora invece i concerti son organizzati con cinque gruppi magari che si assomigliano tutti o che se non altro fanno lo stesso genere musicale e nessuno vuole sorbirsi ore e ore di una stessa cosa, diventa noioso. Ci sono situazioni in cui le persone si presentano solo ed esclusivamente per vedere la band dei loro amici e poi se ne vanno. Non ci dovrebbero più essere distinzioni dentro alla scena…dovremmo essere tutti uniti di nuovo, sarebbe più divertente e sicuramente la gente riprenderebbe ad andare ai concerti.

SD:Ultima domanda…parlando di violenza vi siete proclamati contrari…ci sono molte gang dalle vostre parti o è una cosa passata?

OY: C’è stato un periodo in cui c’erano un paio di crew che in pratica avevano solo voglia di fare casino, ma ora non è più così. Più che altro la cosa assurda è che ai concerti c’è gente che proprio si vede che va li per fare del male. Se vai nel pit sai a cosa vai incontro normalmente, non puoi aspettarti di non farti male, ma l’intento non è quello di fare del male agli altri. Però c’è gente che va in mezzo e colpisce intenzionalmente le persone che magari sono soltanto ferme ai lati. E’ questo che cerchiamo di fare capire…che puoi divertirti, sai che c’è il rischio di farsi male ma devi essere sicuro che non sarà una cosa fatta intenzionalmente..
E questa violenza inutile è quella che ha lentamente ucciso la scena hardcore.
Infatti sempre in più locali se dicevi di essere una hardcore band ti sentivi e ti senti tutt’ora rispondere che li non puoi suonare. Addirittura il CBGB’S che era famoso per i concerti hardcore negli anni 90 ha smesso di far suonare band di quel tipo, e così pure il Continental. Entrambi erano dei monumenti del punk rock ma da quando il punk è morto e hanno anche smesso di fare concerti hardcore hanno dovuto chiudere entrambi.

(txt & pics Martina Lavarda)

www.myspace.com/oldeyork
www.oldeyorknyhc.com
www.countdownrecords.com

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