THE BLACK LIPS
SD: Ragazzi voi suonate un mix davvero eclettico di punk, country e folk, è vero che i vostri più grandi ispiratori sono i peruviani Los Saicos?
BL: Si assolutamente, è vero. Tutti noi siamo cresciuti ascoltando principalment punk rock ma anche moltissima musica anni ’60, e Los Saicos in pratica hanno mischiato entrambe le cose già nel 1965. Già urlavano ai microfoni e facevano tutte quelle cose che sono poi venute 10, 15 anni dopo con il punk.
Tra l’altro abbiamo da poco incontrato il cantante dei Los Saicos a Madrid qualche sera fà, è stato un grande momento.
Loro sono stati una grandssima ispirazione per noi, insieme ad altre band degli anni ’60, un sacco di musica country, soul, gospel, molta roba afro americana degli anni 50 e 60 e poi ancora rock and roll e punk rock.
Alla fine si tratta sempre di gente pazza che suona cose pazze, quindi ricondurrei tutto al punk rock.
SD: Jared, dicci qualcosa sul vostro ultimo release ’200 Million Thousand’
BL: Questa volta abbiamo fatto tutto da soli, abbiamo questo ex magazzino ad Atlanta, dove abbiamo costruito uno studio, in realtà lo stiamo ancora finendo, e abbiamo registrato tutto lì con l’aiuto di amici, ed è stato positivo per il fatto che non ci fossero tempi prestabiliti per le registrazioni, ma semplicemente facevamo tutto quando ci andava di farlo.
SD: Com’è siete finiti su Vice Records?
BL: Abbiamo sempre suonato molto spesso a Brooklyn, che per noi è un pò come una base, diverse volte al mese, suonando in posti sempre diversi come ristoranti e piccoli bar. I ragazzi di Vice Records hanno cominciato a venire sempre agli show e a seguirci. Poi un giorno sono venuti a chiederci di suonare in questo festival che stavano organizzando in Norvegia, ci siamo andati e finalmente ci hanno chiesto di entrare nella label.
SD: Ho visto il video dove suonate a Tijuana, in Messico, per le registrazioni del live ‘Los Valientes Del Mundo Nuevo’, ma in realtà dalla voci che girano pare sia stato fatto completamente in studio, diteci la verità dai
BL: Sì ho sentito anch’io, e la verità è che abbiamo questo amico a San Diego che ha uno studio mobile, è venuto con noi e abbiamo registrato il concerto così com’era. Riascoltandolo ci siamo resi conto che pubblicarlo in quel modo era impossibile, era tutto davvero folle, e allora ci siamo messi lì e l’abbiamo migliorato un pò. Ma eravamo davvero preoccupati che il disco finisse col non poter essere pubblicato.
Alcune canzoni erano davvero inutilizzabili, ma alla fine abbiamo recuperato abbastanza materiale e il disco è uscito. E sicuramente più che uno show quello è stato davvero un party memorabile.
SD: I vostri show sono sempre davvero intensi e nel pubblico succede di tutto, dove avete trovato la maggiore concentrazione di follia fino ad oggi?
BL: Oh è davvero difficile da dire, beh sicuramente Città del Messico è davvero folle, è come Parigi ultimamente. Ma è difficile da dire pèrchè le cose sono sempre in continuo cambiamento, e può capitare che magari finisci in un piccolo paesino di cui non hai mai sentito parlare nel mezzo del nulla dove la gente è completamente pazza. E poi dipende dai drinks, da che giorno è… non saprei scegliere un posto specifico.
SD: Raccontaci di cosa è successo in India! E’ vero che dovevate essere arrestati per reato di omosessualità
BL: In pratica i concerti stavano andando male, tutto era molto noioso, non potevamo bere alcool e poi non stavamo veramente piacendo a nessuno. Alla fine abbiamo trovato del whisky e organizzato questo concerto da soli e quella era davvero il primo concerto dove la gente si stava davvero divertendo. Così pensavamo di aver fatto un buon lavoro ma alla fine dello show il promoter del tour viene da noi a dirci che il tour è finito e che il locale aveva chiamato la polizia. Siamo andati in albergo e non pensavo che potessimo avere davvero dei problemi per quello che era successo, ma Cole e Ian si erano baciati sul palco, e noi non sapevamo di queste leggi locali sull’omosessualità, quindi è stato tutto un girare di voci per tutta la notte, finchè alla fine abbiamo saputo che la cosa era più seria di quel che credevamo, abbiamo preso dei taxi nel cuore della notte e siamo scappati nella regione più vicina. Non so ancora se la polizia ci avrebbe davvero arrestao, ma ho preferito non scoprirlo. Non in India.
SD: I video di ‘Short Fuze’ E ‘Drugs’ sono molto avvincenti, chi ha avuto l’idea del concept?
BL:Abbiamo molti amici che fanno queste cose, e anche il fatto di lavorare con i ragazzi di Vice Records rende le cose molto facili perchè tra loro ci sono sempre persone che sanno lavoare sui video, o che conoscono artisti che fanno anche queste cose. Altrimenti non sapremmo come fare perchè io non so usare il computer molto bene.
Direi che Vice Records è una vera fonte per questo tipo di cose.
SD: Ho saputo che dovevate prendere parte come attori in un film chiamato ‘Let It Be’, che è successo poi?
BL: Si avremmo dovuto apparire in quel film. All’inizio ci era sembrata una bella idea, poi abbiamo letto lo script e visto il trailer che presentava un pò di che tipo di film si sarebbe trattato. Ma non c’è una vera e propria motivazone, abbiamo semplicemente pensato che non fosse più una buona idea, poi calcolando tour e tutto il resto non avremmo davvero avuto il tempo di farlo. E poi non siamo attori.
SD: Idee per il futuro, davvero volete andare a suonare in Africa e in Iraq?
BL: Be, andare in Iraq putroppo non sembra molto più probabile ultimamente, abbiamo avuto contatti attraverso l’esercito e andare a suonare tramite loro come molte altre grosse band hanno fatto, ma alla fine penso che non piaceremmo molto ai militari, quindi abbiamo lasciato l’idea. In Africa è vero, vorremmo andarci, anche per il fatto che la madre di Cole vive in Uganda, ma in ogni caso nessuno ci ha mai chiesto di andare a suonare in Africa, quindi dovremmo fare tutto da soli. Vorremmo trovare un piccolo bar dove suonare, e magari registrare il tutto e farlo uscire come disco. Tra poco andremo a suonare in Giappone e poi registremo il disco nuovo. Nei prossimi giorni andremo a suonare in Turchia e poi torneremo negli States dove abbiam qualche data sulla West Coast.
SD: Grazie Jared
BL: Grazie a voi, ciao Salad Days.
(Txt Enrico Grosso, Pics Luca Benedet)
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